Il chinotto nella storia


Il frutto: provenienza


Come la stragrande maggioranza degli agrumi, il chinotto è probabilmente originario dell'Asia sud-orientale, forse dalla Cina (cui deve il suo nome) e dalla Cocincina, e sarebbe stato importato in Italia tra la fine del '500 e l'inizio del '600 da un navigatore livornese o savonese. Secondo alcuni ricercatori invece la pianta sarebbe originaria del Mar Mediterraneo dove si sarebbe sviluppata a seguito di una mutazione gemmaria dell'arancio amaro.
(Vale la pena sottolineare che l’arancio amaro è effettivamente un agrume a se stante, usatissimo nelle industrie alimentare, profumiera e farmaceutica. L’aranciata amara, tuttavia, non è prodotta con i frutti dell’arancio amaro, ma con arance normali con l’aggiunta di amaricanti come l’estratto di china).
Un’altra ipotesi è che furono i Portoghesi a incontrare l’albero nel XVI secolo nella città-colonia di Goa in India, dove diedero all'albero questo nome in quanto già riconoscevano l'origine cinese.
Grazie a cinque secoli di paziente lavoro di selezione operato dagli agricoltori rivieraschi, si sarebbe ottenuta una pianta capace di dare piccoli frutti, quasi apireni (privi di semi), dalle caratteristiche organolettiche uniche, per intensità di sapore e profumo.


L'interesse era dovuto al fatto che da tale frutto si ricavava una importante e odorosissima essenza per profumi; non solo ma la presenza di moltissime sostanze antiossidanti lo rendeva adatto alla conservazione sui velieri di allora su lunghissimi tragitti, come fonte di vitamine per gli equipaggi. Fu ben presto importato in Europa dove si acclimatò sulle sponde del Mediterraneo e dove fu usato per entrambi gli scopi summenzionati.

La sua presenza nelle aree della Turchia, della Siria, e del Mar Nero è dovuta invece alla coltivazione che ne fecero i Turchi solo ai fini di estrazione dell'essenza profumiera. In quegli anni si cominciò a mangiare il chinotto con molto zucchero, oppure candito o anche spremuto come bevanda.
Attualmente, infatti, non ci sono notizie su alcun tipo di coltivazione del chinotto nei paesi asiatici. All'infuori dell'Italia (Liguria, Toscana, Sicilia e Calabria), la sua presenza si limita a sporadiche apparizioni sulla Costa Azzurra francese.
Secondo alcune fonti, invece, si avrebbe notizia della coltivazione del chinotto sin da epoca romana.

La prima coltivazione a livello industriale risale all’inizio dell’1800 e ha toccato la sua massima diffusione tra il 1900 ed il 1915, per poi subire un declino nella seconda metà del XX secolo, tendenza che sarà ribaltata a partire dal 2003 quando, grazie alla collaborazione fra il comune della città e Slow Food, è nato il Presidio del Chinotto di Savona, che ha fatto tornare in auge questa pianta.

Il primo laboratorio di canditura in Liguria risale al 1877 quando la Silvestre-Allemand, azienda del sud-est della Francia, si trasferì a Savona dalla città di Apt, nel sud-est della Francia. Il chinotto acclimatatosi sulla riviera ligure di Ponente, si dimostrò più adatto alla trasformazione per le dimensioni ridotte, la buccia più spessa, resistente e profumata e la maturazione precoce. In pochi anni nacquero molti stabilimenti locali che, impiegando le tecniche introdotte dai francesi, affinarono l’arte della canditura, ponendo le basi di un’importante tradizione pasticciera. Verso la fine del 1800 a Savona fu fondata la Società Cooperativa dei chinotti che, sull’esempio delle Camere Agrumarie del sud Italia, si occupava della coltivazione della trasformazione e della vendita dei frutti. Il periodo di più intensa attività dell’industria dei frutti canditi è quello a cavallo tra il XIX e il XX secolo. La fortuna di questo prodotto continuò fino agli anni Venti..
Oltre ai frutti canditi, anche i chinotti conservati nel Maraschino diventarono un prodotto molto apprezzato e il suo consumo crebbe, raggiungendo l’apice negli anni Venti del secolo scorso. Una tradizione delle feste consisteva nell’offrirlo in un bicchiere di liquore, ma venne abbandonata con il passare del tempo, così come la sua coltivazione estensiva e il suo utiizzo. Solo di recente queste tradizioni sono state riportate alla ribalta grazie all'azione di Slow Food.

La diffusione attuale

Attualmente la coltivazione del Chinotto è completamente scomparsa dalla Penisola Iberica, dalla Provenza, dal Nord Africa nonché all'Est dalla Turchia e dalla Siria.
È significativo il fatto che in Francia gli alberi di Chinotto siano rintracciabili ormai solo nella zona di Nizza (che fino al 1860 faceva parte dell'Italia); rimane una coltivazione rara ma presente in Georgia sulle coste del Mar Nero specialmente intorno alla capitale Tbilisi.
Mentre l'esportazione di chinotti era un tempo molto attiva verso l'Inghilterra, le Americhe e soprattutto la Francia (che, fino a non molti anni fa, da sola assorbiva i tre quarti della produzione ligure), attualmente tale commercio si è praticamente estinto. [fonte]

In Italia alla fine della II guerra mondiale la coltivazione dei Chinotti era presente solo in Liguria (da Ventimiglia fino a Nervi) e in Sicilia. Oggi rimane coltivato in maniera industriale solo nella provincia di Savona (da Albenga a Varazze) con un picco di produzione nella zona compresa da Pietra Ligure a Finale Ligure. Qui i chinotti si estendono in una zona litoranea dai 2 ai 300 m s.l.m., spingendosi nelle vallate retrostanti.
In Sicilia lo si ritrova sporadicamente solo nella zona di Taormina. Allo stato attuale la Liguria rimane insieme alla Georgia l'unica zona dove la pianta del Chinotto cresce spontanea fuori dal suo areale asiatico.
Questo non esclude che sia possibile imbattersi in relitti di chinotteti e piante isolate in altri paesi del mediterraneo. Ad esempio l'Arciconfraternita del chinotto riportata la presenza di piante di chinotto a Creta-Grecia e in Algarve-Portogallo, dove però le piante non vengono utilizzate come si fa in Italia.
La produzione di Chinotti in Liguria si aggira sui 500 q.li annui con tendenza all'aumento per una specifica politica di tutela da parte della Provincia di Savona ed conferito quasi totalmente a industrie locali (viene consumato candito, sotto maraschino, come marmellata, estrazione dell'essenza).

Le bollicine

Il chinotto è sicuramente percepito come bibita meno dolce rispetto alle rivali bibite cole (di origine nord americana) con cui ha in comune il colore scuro (dovuto alla presenza di zucchero caramellato) e – in alcuni casi - una leggera presenza di caffeina. Esistono diversi forum stranieri, soprattutto americani, in cui si recensisce il nostro chinotto (che in molti casi viene molto apprezzato) in cui si sottolinea come sia proprio del gusto mediterraneo la propensione per sapori amari.

L’origine della bevanda quale la conosciamo oggi è incerta; fonti diverse (inclusi comunicati ufficiali delle case produttrici che abbiamo personalmente ricevuto) attribuiscono l’invenzione o la prima messa in produzione ad aziende diverse.

La fonte più accreditata sostiene che la prima bibita gassata a base di chinotto risalga al 1932, su iniziativa della Sanpellegrino che da allora lo ha ininterrottamente prodotto dapprima con la semplice denominazione di “Chinotto Sanpellegrino” e successivamente con il marchio specifico “Chinò”, divenendo leader in questo specifico comparto.
A partire dal 1949 la ditta Neri di Capranica avvia la commercializzazione su grande scala del prodotto che diventa ben presto popolarissimo. Ci sono testimonianze fotografiche di campagne pubblicitarie molto originali risalenti agli anni cinquanta, come i cartelloni che campeggiano nel centro di una Bologna innevata dei primi anni ’50 in queste preziose foto d’archivio.

 
foto dagli archivi dell'azienda trasporti dell'Emilia-Romagna TPER




A quei tempi non era affatto inusuale vedere grandi automobili americane, Cadillac e Chrysler solcare le strade della penisola con gigantesche bottiglie del chinotto Neri sul tetto, una forma di “reclame” ante carosello indubbiamente efficace.


Alfa Romeo Freccia D'Oro (fonte: "Carrozzeria Boneschi" di Sergio Puttini. …)




 

Fiat 1400 Boneschi (fonte: "Carrozzeria Boneschi" di Sergio Puttini. …)


  


  


Modellini di autovetture pubblicitarie del chinotto Neri e foto di una vettura originale

Intorno al 1950 un'altra delle marche più diffuse era il Chinotto Recoaro, rinato solo recentemente dopo un lungo periodo di oblio.


N.B.: la presenza sul web di diversi siti web di propensione goliardica sul tema chinotto ha inquinato le fonti, e, come spesso accade su internet, notizie di dubbia attribuzione o evidentemente scherzose si sono diffuse in maniera incontrollata. Le notizie riportate in questo sito tendono a essere verificate il più possibile, ma l'errore è sempre possibile.

Fava

http://www.favabibite.it/wp/favabibite/

Bibite Fava è un marchio storico di Mariano Comense (CO), presente in Italia dagli anni '60 (l'immagine mostra un tappo d'epoca).


Recentemente ha rilanciato una serie di bibite a marchio "Spuma Alpina" che comprende anche un chinotto.

il chinotto nella geografia

Se è vero che il chinotto è una bevanda squisitamente locale (la distribuzione era ed è tuttora per molti marchi tipicamente provinciale o regionale), negli ultimi tempi, grazie alla distribuzione praticamente planetaria di alcuni prodotti italiani e al passaparola su internet, sembra davvero che sia riuscita ad uscire non solo dagli oratori ma anche dai confini nazionali.
La sezione marche estere tenta di mantenere aggiornate le informazioni che abbiamo su chinotti prodotti all'estero, mentre sappiamo che diversi produttori italiani distribuiscono le loro bibite sul mercato straniero (quando addirittura non le producono esclusivamente per esso).
In seguito alla "rinascita del chinotto" degli anni 2000, molti produttori italiani sono sbarcati negli USA, nel Canada e in Australia, dove il successo commerciale è stato decretato soprattutto dalla comunità degli italiani all’estero "che hanno affermato l’italian way del bere naturale e retrò anche con bibite da noi ormai introvabili, come il rabarbaro bevanda gassata" [cit.]
Il sito http://italyfromtheinside.com/2006/08/the-chinotto-soft-drink.html#comment-3666 consiglia di fermarsi a bere chinotto, e i commenti dei lettori (nord-americani) dimostrano che non è impossibile trovare il Chinotto San Pellegrino in negozi di importazione italiana o italian café.
Molinari di Abbondio [http://www.comic-soon.com/ragnolc/tag/abbondio/] dice: «E la moda si sta estendendo anche all’estero: in pochi mesi siamo sbarcati sul mercato australiano e della Nuova Zelanda. In Europa è boom dalla Germania alla Francia. Stiamo preparando lo sbarco in Grecia e in Olanda, ma soprattutto vendiamo chinotto anche negli Stati Uniti, un sogno».
Rispetto alle versioni originali, le versioni di chinotto attualmente in commercio all'estero sono generalmente più zuccherate.

I nostri fan oltre confine

Al di là delle ricerche effettuate in autonomia, è interessante evidenziare le segnalazioni che ci sono giunte direttamente a questo sito da cultori di altri paesi.
Le prime testimonianze dall'estero ci arrivarono dall'America Latina, soprattutto da Venezuela e Brasile, insieme a diverse mail da paesi europei.

L'amico Andrea ci racconta la sua curiosa esperienza a Malta: "Estate 1993, La Valletta (Malta). Vacanza con annesso corso di inglese, all'ultima lezione l'insegnante ci offre da bere in un bar, aggiungendo che non era possibile lasciare Malta senza provare "Kinnie" la bevanda nazionale. Sulle prime nessuno di noi fa caso al nome e tutti ordiniamo questa bibita. Arrivano sul tavolino otto bottiglie di vetro bianco, con la parte superiore zigrinata, tipo vecchia bottiglia della Fanta, contenenti un liquido color aranciata con coloranti vari. Alla prima degustazione i tre italiani del gruppetto si cercano con sguardo complice e, all'unisono, pronunciano la frase: "Ma e' Chinotto!". In effetti era molto simile alla nostra bevanda, giusto appena piu' dolce. Lascio immaginare l'impresa di spiegare in inglese l'accaduto ai nostri compagni di corso."
Muttley ci fornisce una preziosa testimonianza dalla Scozia: "in Scozia il dominio delle Cole è rotto da una bevanda tipicamente scozzese, a base di caffeina e ingredienti segreti (leggasi aromi artificiali e coloranti) al sapore di arancio. Gli indigeni dicono abbia proprietà taumaturgiche (fa passare il doposbronza). Il nome di tale miracolosa bevanda? IRN-BRU. E questo è il sito ufficiale: http://www.irn-bru.co.uk"
E con Muttley credevamo di aver raggiunto il massimo della distanza, quando ci scrive Ronny Weiser da Las Vegas (Nevada, USA): "Howdy Hi Chinotto Cats!! I really enjoyed your site! Here in Las Vegas, Nevada, Chinotto is a popular drink with the cowboys who enjoy sipping the delicious nectar while enjoying the breathtaking sunsets of our Western skies and listening to Johnny Horton records!!" Che dopo lo spaghetti-Western ci tocchi il Chinotto-Western?!?
exoticsoda è un sito americano (segnalazione di Pinkuff degli Amanti del Chinotto), una specie di guida alle bevande "esotiche": assaggiano tutte le bibite che trovano in giro per il mondo e danno loro un voto. Il chinotto ha ricevuto il massimo dei voti! Non possiamo che essere felici.
Notizie dall'Olanda ci arrivano grazie ad Anna : che ci lancia un appello: "Vivo ad Amsterdam da un po' di anni e mi sono stancata di dover portare gli zaini o le valige piene di bottiglie/lattine di chinotto dall'Italia...facendo spesso brutte figure in aeroporto. Qui il chinotto non si riesce proprio a trovare, cosi' cercando su internet... ho trovato voi. Se avete dei buoni contatti, vi suggerisco di iniziare un business: in Olanda il chinotto e' piaciuto a tutti quelli che lo hanno provato!! E se avete un indirizzo di un producente da mandarvi, ve ne sarei molto grata. Cosi' d'ora in puoi potro' farmelo spedire." Ma se Amsterdam si trova di TUTTO! Possibile che non giri il chinotto?
Il sito Weird Soda Reviews ("recensioni di bibite strane") ha pubblicato nel 2009 la recensione di un chinotto.
Esiste un manifesto tedesco degli anni '60 (trovato su eBay) in cui si pubblicizza un "chinotto Reccaro". Non sappiamo se si tratti di un re-branding del Recoaro (per renderlo pronunciabile in Germania) o di altra marca.


N.B. Sappiamo perfettamente che la parola chinotto è usata con accezione volgare nel gergo giovanile di alcune città del nord, ma non intendiamo fare alcuna concessione a umorismo di cattivo di gusto, coerentemente allo stile di questo sito.


il chinotto in cinema e teatro

Il chinotto nel cinema


  • Nel film Accattone di Pasolini (1961) il protagonista passa davanti ad un affollato bar di periferia dove è ben visibile la targa pubblicitaria "Chin8 Neri" (segnalazione di Mirko).
  • Esiste un pregevole cortometraggio del 1999 dal titolo di CHINOTTO ad opera di Marco Antonio Pani. Puoi guardarlo qui.
"Per tutta la mia vita ho sognato di Marte e di razzi e mi sono nascosto a bordo: anch'io voglio render gloria al duce mio e conquistare i pianeti come Flash Gordon. - esclama il fosco creaturo - Altra mia passione è la collezione di tappi di chinotto: pure con essa vorrei servire il duce mio." (Fascisti su Marte, almeno nella versione televisiva).

  • Nel film Benvenuto presidente (2013) un cameriere compare all'improvviso nel corridoio del Quirinale e propone al presidente Claudio Bisio, tra le altre bibite, un chinotto.
  • L'unica citazione cinematografica completa finora raccolta è di Mario Brega in Vacanze di Natale (1983) (segnalazione di Eddy)

Samantha (Karina Huff) E tuo daddy che lavoro fa? 
Mario (Claudio Amendola) Beh, eh, lui è nel campo alimentare: bestiame. 
Samantha - Uao! Allora avete un ranch, come in Dallas! 
Mario - Quasi: una macelleria in viale Marconi. 
Arturo (Mario Brega) Anvedi chi c' è! 
Samantha - Ma chi sono? I tuoi genitori? 
Mario - Beh, insomma, veramente si. Ma che ci siete venuti a fa' qui? 
Nonna (Franca Scagnetti) - A berci un chinotto, co' 'sti termosifoni a tutta callara c'ho sempre 'na sete…
Arturo (facendo il gesto con le mani)- Tre chinotti!

  • Con l'avvento di youtube, web 2.0 e così via, cominciano a pullulare i video fai-da-te, i gruppi Facebook, i blog che parlano di chinotto. Tra le tante cose trovate, segnaliamo questo strano cortometraggio: chinotto.

Il chinotto nel teatro


  • L'unica apparizione degna di nota che ci risulta riguarda un monologo comico dell'attore Luca Bacconi, che impersonifica addirittura una bottiglietta di chinotto nel frigo. Siamo in attesa di un estratto, che lo stesso autore ci ha promesso.

il chinotto nella musica

Skiantos

Se l’immagine del chinotto è spesso legata a facezie di tipo goliardico, e la maggior parte degli scritti e dei siti web sull’argomento sono di carattere umoristico, lo si deve probabilmente alla geniale intuizione degli Skiantos, il famoso gruppo bolognese demenziale (demenziale, si badi bene, non vuol dire demente; nonostante l’uso superficiale che si fa spesso di questo aggettivo, demenziale indica un dignitosissimo e consapevole esperimento culturale).
Grazie agli Skiantos, il chinotto può vantare non solo una canzone ad esso dedicata, e non è poco, ma addirittura un intero album (e quali altre bibite gassate italiane possono dire lo stesso?) Stiamo parlando di kinotto (più precisamente "kinotto - ad azione dissolvente"), un album uscito nel 1979 e tuttora considerato una delle pietre miliari del rock italiano. Con le prime copie del disco era addirittura inclusa una vera bottiglia di Kinotto (ad azione dissolvente). Ma attenzione: esso vi e' definito così:
Kinotto e' un prodotto per il bucato a mano. La sua caratteristica è di togliere lo sporco in acqua fredda senza sbiadire i colori: pertanto è consigliabile anche a coloro che per motivi di sicurezza o praticità preferiscono lavare determinati capi a mano anziché in lavatrice. Confezione per teppisti soffici.

copertina
Riportiamo integralmente il testo, con note esplicative in calce, in aperta e consapevole violazione dei diritti d'autore, Siamo disposti tuttavia a cancellare questa pagina qualora Freak Antoni in persona (o gli altri componenti del simpatico complessino bolognese), ci contattasse personalmente congratulandosi per il sito e minacciandoci di procedimenti penali.

Kinotto

Oggi e' stata gran calura (1)
1) riferimento alle temperatue afose tipiche dell'estate a Bologna, dove possono raggiungersi facilmente di 40 gradi Celsius
nella mia gola c'era arsura
mi sembrava da impazzire
c'era un'afa da morire(2)
(2) si noti come in pochi brevi versi l'autore condensi, tramite immagini di rara suggestione, il senso bruciante della sua sete e della sua voglia irrefrenabile di chinotto
nella note l'ho sognato
nella gola l'ho gustato
m'e' costato un puttanaio (3)
(3) unita' di misura indicante quantita' generiche molto grandi
quel kinotto dal lattaio (4)
(4) sembra solo una simpatica rima, ma questa parola (che peraltro chiude un’intera strofa) compie una magia evocativa ineguagliabile, contestualizzando in maniera inequivocabile il setting della storia e consegnandoci una diapositiva seppiata (o meglio, con i colori sbiaditi e virati al rosso delle prime carte fotografiche Kodachrome) di un periodo in cui per bere qualcosa di fresco non ci si fermava al pub o dal pakistano, e le scorte di bibite non si facevano negli iper-centri commerciali. In quei tempi la sosta per bere un bicchiere di spuma fresca, ma nella leggendaria bar-latteria, tipologia di esercizio commerciale quasi scomparsa nel nord Italia, oppure ben camuffata da altre insegne più altisonanti; un litro di spuma costava 50 lire, ma si doveva rendere il vuoto (v. sezione faq)
Un kinotto ogni due ore
e` un gran viaggio da signore
Un kinotto ogni due ore
fa passare il malumore
Il kinotto e` molto bello
sale dritto nel cervello
col suo gusto effervescente
fa leggera la tua mente
Il kinotto e` come un mantra
ti disseta e poi t'incanta
se lo bevi senza sosta
alla tua vita avrai risposta
Un kinotto ogni due ore
e` un gran viaggio da signore
Un kinotto ogni due ore
fa passare il malumore
(5) viaggio= nell'accezione tipica regionale, indica uno stato mentale, spesso ossessivo e paranoico. In questo caso "viaggio da signore" significa una cosa che ti fa sentire un signore
(Alcuni link dedicati agli Skiantos: Skiantos on line | Sito con testi )

Antico spartito

Straordinario questo reperto del 1958 che ci parla di una trilogia di temi per fisarmonica solista: il valzer si chiama CHINOTTO, la mazurka ARANCIATA e la polka LIMONATA. L'autore si chiamava MOVADO. 





Pippo Pollina

Il cantautore siculo-svizzero Pippo Pollina canta, nella canzone Café Caflisch [YouTube]:
A mezzogiorno esatto, puntuale, mi capisci? Un espresso e un chinotto laggiù al Caffè Caflisch.

Leone di Lernia

Di altro spessore, inutile nasconderlo, è la canzone "Chinotto" di Leone di Lernia, pregevole autore di parafrasi ironiche di canzoni, ma che in questo caso ha prodotto la classica "ciofeca" ("bevi stu chinotto, sta in barettolo, come è ghiacciato sto barettolo"). Il chinotto compare nel ritornello, ma non se ne capisce il senso (sembra che l'esistenza del chinotto in un bar sia sinonimo di vecchiume... Da ricordare solo il verso "con un chinotto stai ubriaco". [Qui il video su YouTube].

Gem Boy

Da citare infine il breve e inutile stacchetto "Bunker" dei Gem Boy, in cui il protagonista all'inizio chiede "amore, mi porti un chinotto?", mentre assiste a un filmaccio che poi viene repentinamente interrotto da una edizione straordinaria e catastrofica del Telegiornale.
Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: perché si sono occupati di chinotto solo autori di musica demenziale? Ma fa veramente tanto ridere 'sto chinotto? perché non c'è chinotto nelle canzoni di Baglioni, De Gregori, Guccini (che pure parla di 7-UP!), o di Vasco o Ligabue, giusto per citare chi ha descritto spesso storie e ambienti popolari? sto cominciando a sentirmi in colpa per aver contribuito con un sito fondamentalmente umoristico a perpetuare questo pregiudizio del chinotto come minoranza da deridere, sia pure bonariamente...

Profumi

Chinotto e pepe

In occasione di Pitti Uomo, nel giugno 2012 Dr Vranjes ha presentato le sue ultime fragranze, tra cui il nuovo “chinotto e pepe” per la casa.
Capolavoro di equilibrio ed armonia grazie ad una alchimia olfattiva unica che vede come protagonisti il Chinotto e il Pepe.
Sfaccettature agrumate di Bergamotto ,  Mandarino e Arancio si scaldano nelle note di un sontuoso accordo speziato di Cardamomo, Noce Moscata e Zafferano, sfumando nei preziosi legni di Vetiver, Sandalo e Amyris.

Il profumo Chinotto in fiore

Un altro profumo è prodotto dal profumiere Marco Abaton:Il Chinotto in Fiore(disponibile sia nella confezione da 100 ml, a 60 Euro, sia nel pratico roll-on da viaggio, a 10 Euro). Un'emozionale fragranza a chilometro zero, sobria e stravagante, sensoriale e sartoriale, in grado di adattarsi alla personalità di chi la indossa. Avvolgendola di fascino e carisma. Di note verdi ed esperidate, a cui seguono nuance più balsamiche e liquorose. Virtuose nel rammentare il gusto dolceamaro del frutto. Che, nell'officina-fucina di lussuose idee siglate Abaton, diviene pure sapone, cremoso e delicato, figlio della polpa, della buccia e di un'artigianale lavorazione a freddo; e va pure a impreziosire un delizioso miele d'acacia e una purissima candela di cera d'api, realizzata a mano con la parte più nobile del favo. Per solleticare sensualmente tatto, palato e olfatto. Insomma, "oggetti" che si fanno concetti, ambasciatori del Made in Italy e di uno stile di vita che incarna l'evoluzionismo della vanità. Formato tipicità. I prodotti sono in vendita nelle milanesi profumerieFloris(in Corso di Porta Vigentina) e Simoneri(in via Silva) e nel concept store Nicchia, elegante boutique-gioiello in quel di Savona. Proposti anche in raffinati cofanetti-cadeau.
 
Marco Abaton, profumiere di Savona e fondatore del gruppo Abaton, ha fatto coincidere il suo ritorno in Liguria dopo una lunga permanenza negli USA, con un omaggio esclusivo alla sua città, Il Chinotto in Fiore, un profumo unico nel panorama della profumeria artistica, ispirato proprio al fascino discreto di questo straordinario agrume.
Il Chinotto in Fiore è un viaggio nella storia di Savona, nella freschezza orientale, nell’eleganza più ricercata di un prodotto di nicchia: ora sobrio, ora inaspettatamente stravagante, il profumo al chinotto è una fragranza multiforme che avvolge con delicatezza la personalità di chi lo indossa, adattandosi alle caratteristiche di ciascuno in modo ineffabile ma al tempo stesso brioso, detonando fascino e carisma. Le note di testa fresche, verdi ed agrumate, lasciano spazio ad un cuore rotondo, balsamico, quasi liquoroso che rievoca il gusto che si prova nell’assaporare questa delizia dolce-amara.
Destinato esclusivamente alla profumeria di nicchia, Il Chinotto in Fiore è disponibile nella confezione da 100 ml (60,00 euro) oppure nel pratico roll-on da viaggio (10,00 euro), un’idea regalo unisex inimitabile ed inaspettata che saprà esprimere il carisma straordinario ed inconfondibile degli evoluzionisti del lusso. 

Calizzano

   
Azienda di Calizzano, tranquillo paese in provincia di Savona (Liguria), a 650 metri di altezza sul livello del mare. Le sorgenti sono ubicate nelle Alpi Marittime a circa 1000 metri di altitudine. Opera dal 1961 e lavora molto con le esportazioni.

Collezionismo

Sul sito Amici del Chinotto potete trovare altre pregevolissime collezioni fotografiche di modernariato legato al chinotto:
tappi
bicchieri 
- oggetti originali
- apribottiglie
- oggetti vari
Su ebay è facile reperire in vendita oggetti di questo tipo. 

Cosmetici al chinotto

Uno degli ultimi prodotti reperiti sul mercato è il sapone realizzato con l’aroma del chinotto di Savona dai Laboratori di Cosmesi Naturale della Dottoressa Reynaldi e distribuito da Eataly. Realizzato con detergenti delicati, senza SLES e senza Peg, il sapone è addensato con la gomma xantana che gli conferisce una dolce morbidezza e una particolare piacevolezza quando viene “schiumato” tra le mani esalando il gradevole aroma naturale del chinotto di Savona.

CARATTERISTICHE:
Principi attivi naturali funzionali:
1.     Chinotto estratto (aroma)
2.     Chinotto olio composto (aroma)
Il prodotto finito non è stato testato sugli animali.
Della stessa linea l'Acqua di Chinotto:



Infusi


Maraschi & Quirici è un'azienda di Torino che produce da oltre cent'anni estratti per l'industria delle bevande. Tra le loro antiche ricette producono anche un aroma chinotto, in cui utilizzano l'infuso di scorze fresche.

La ditta Caffo produce, tra l'altro, una composizione a base di erbe che si usa per fare la bibita chinotto.

Sodastream

CONCENTRATO CHINOTTO 500 ML
Concentrato per la preparazione di bevande dissetanti gassate. Calorie ridotte rispetto alle bevande originali. Con una confezione da 500 ml di prodotto si possono preparare 12L di bevanda. Diluizione: 1 parte di sciroppo ogni 23 parti di acqua gassata. Diluire il concentrato dopo aver gassato.
l gasatore Wassermaxx Trend + 12 monodose a soli 59,90€ iva inclusa! Dal design moderno permette di trasformare l'acqua del rubinetto in acqua frizzante e rinfrescanti bibite in base ai gusti di ciascuno. Wassermaxx offre gasatori domestici per gasare l'acqua comodamente a casa propria in pochi secondi. L'ampia gamma di gasatori offre la soluzione perfetta per ogni esigenza.

La confezione contiene:
- 1 gasatore Trend
- 1 bottiglia in Pet
- 1 cilindro con licenza d'uso contenente Co2 Wassermaxx
- 1 adattatore 
- 12 monodose Trend per la preparazione di 12 bevande da 1 litro ai gusti di: arancia, arancia rossa, chinotto, cola, cola sugar free, gazzosa, isotonic, limone, pompelmo, pompelmo rosa, te' verde aromatizzato alla pesca bianca, tonic. Si raccomanda di diluire il concentrato dopo aver gassato. 

Pastiglie Leone

 

PASTIGLIE LEONE CHINOTTO DI SAVONA - 30g

Birra al chinotto

BIRRA CHIARA AROMATIZZATA AL CHINOTTO DI SAVONA BIRRIFICIO SCARAMPOLA
 

Granite e gelati

Nel 2002 ci giungeva segnalazione da Punta Marina (RA) della prima GRANITA AL CHINOTTO: da allora non ci è più giunta informazione, siamo ardentissimi di saperne di più!
Un sorbetto al chinotto (preparato con Chinotti Besio) è reperibile alla Cremeria di Bologna (Via Remorsella).

Canditi

Attualmente solo due pasticceri candiscono ancora i chinotti di Savona: questi agrumi si possono consumare infatti esclusivamente canditi o sotto sciroppo in quanto il loro gusto, da freschi, si presenta piuttosto amaro.
Sul banco di vendita di molti caffè italiani si poteva trovare un vaso dotato di un cucchiaino di maiolica e pieno di piccoli agrumi verdi immersi nel Maraschino: erano chinotti di Savona, famosi e unici per qualità, aroma e ottimi come digestivo. Dai fiori, dalle scorze e dalle foglie è estratto un olio utilizzato in profumeria, i frutti messi in salamoia erano venduti in mastelli di legno: partivano dal porto di Savona verso Marsiglia destinati al settore dolciario. Di tutte le aziende che nel savonese si occupavano della trasformazione del frutto una è ancora operativa, è la Vincenzo Besio,  che dal lontano 1860 "maltratta" i chinotti fino a farli diventare raffinate opere dolciarie. Da provare è il chinotto al maraschino, cosparso di un leggero strato di zucchero. Quest’azienda utilizza chinotti intorno ai tre centimetri di diametro, perfettamente sferici e raccolti ancora verdi, le "mignonettes", come le chiamano all’estero, ricercate specialmente in Francia e Austria per la confezione dei così detti "boeri di cioccolato".  Non è finita qui. Con i frutti più grossi (chiamati "balloni") si possono preparare deliziose marmellate come quella del "Bosco di san Michele" dell’azienda agricola Rocca Alumera, e con gli estratti del frutto anche caramelle come quelle fabbricate dalla ditta Majno.
Dal settembre 2004 il Chinotto di Savona è entrato a far parte dei Presidi Slow Food con l’obiettivo di recuperarne la coltivazione e di rilanciare l’arte della canditura. Ma chi ha inventato invece la bibita di chinotto ? La nascita documentata del chinotto risale al 1932  ad opera della S.Pellegrino. Nel 1949 Pietro Neri iniziò a produrre e commercializzare chinotto in una maniera assolutamente innovativa, tramite la reclame! Il chinotto Neri ebbe quindi  nell’immediato dopoguerra, e per tutti gli anni '50 e '60 una larghissima diffusione in tutta la penisola. 

marmellate

Le marmellate di chinotto, una volta vere e proprie rarità, si stanno ultimamente moltiplicando. Ecco alcune marche:
marmellata "Chinotto" Fernandez
marmellata di chinotto del "Bosco di san Michele" dell’azienda agricola Rocca Alumera,
Marmellata di chinotto di Siciliatentazioni




Semifreddo al chinotto

Il semifreddo al chinotto è una delizia delicata e leggera, per chi non vuol rinunciare alle golosità, mantenendo comunque la linea, senza esagerare con le calorie. E’ accompagnato da una delicata salsa alla frutta.
 
Ingredienti per 4-6 stampini monoporzione:
200 ml panna da montare
·         2 cucchiai di zucchero semolato
·         1 cucchiaio di zucchero a velo vanigliato
·         4 chinotti scriroppati
·         2 cucchiai di sciroppo di chinotto
Frullate i chinotti con lo sciroppo fino ad ottenere una salsa fluida.
Separate i tuorli dall’albume e tenere questi ultimi da parte, in frigo.
Montate i tuorli con lo zucchero sino ad ottenere una spuma.
Mescolatela quindi con i chinotti frullati, delicatamente, dal basso verso l’alto.
Montate gli albumi a neve ferma, aiutandovi con qualche goccia di limone.
Incorporateli al composto precedentemente preparato, molto delicatamente, sempre dal basso verso l’alto.
Montate poi la panna montata insieme allo zucchero a velo.
Amalgamatela al resto degli ingredienti,sempre mescolando dal basso verso l’alto.
Prendete gli stampini monoporzione e versarvi il composto.
Lasciateli in freezer per 4-5 ore.
Intanto preparate la salsa do pesche e ciliegie.
Ingredienti per la salsa:
·         1-2 pesche gialle mature
·         10 ciliegie
·         1 cucchiaio scarso di zucchero a velo vanigliato
·         Qualche goccia di succo di limone
Mondate le pesche e le ciligie e frullatele insieme al succo di limone e lo zucchero sino ad ottenere una vellutata.

Trascorso il tempo di riposo in freezer, impiattate il semifreddo insieme alla salsa d’accompagnamento.

Ristorante specializzato in chinotto

Il ristorante in oggetto, che merita di aprire la sezione dedicata alla cucina, è il ristorante La Girotta a Santa Giustina (segnalato da Francesca Bertha sull’inserto Viaggi di Repubblica).
L'autrice dell'articolo descrive un menu che inizia con della formaggetta di capra locale, con marmellata al Chinotto, seguita da peperoni con crema di Chinotto e un antipasto misto di verdure ripiene. Si prosegue con un risotto al Chinotto, con dei ravioli di gamberi, le pappardelle con farina di castagne e crema di Chinotto e dei tagliolini al nero di seppia col sugo di cappesante.
I dolci, tra cui la mousse al Chinotto, la torta chinottina, la crema catalana, la mousse al cioccolato e delle crostate, vengono servite con una dolce e profumata birra belga, che tutti scambiano per un vino simile al Brachetto.
risotto al chinotto

Cortese


http://www.cortesesoftdrink.it/


New entry del 2014, le soft drink della ditta Cortese (Bevande Futuriste): oltre a proporre nuovi sapori derivanti dalla tradizione delle bibite anglosassoni, come la ginger ale, hanno in catalogo anche un Chinotto, che descrivono in questo modo:

Bevanda tipica della tradizione italiana, con un sapore pieno e armonico, amaro e discreto, totalmente naturale, si ottiene grazie ad un sapiente equilibro tra gli ingredienti.