Sciroppi al chinotto

Sciroppo Colombo

Un'etichetta storica dello sciroppo al chinotto prodotto dalle distillerie Colombo


il chinotto nella letteratura

Da Stefano Benni (LA FAVOLA DELLA FINE DEL MONDO):


Dai paesi poveri i disperati cercavano di sbarcare nei paesi ricchi. Alcuni trovavano un'accoglienza di destra, un calcio nel culo e via, altri un' accoglienza di sinistra, un calcio nel culo e un chinotto.

Un'altra citazione del chinotto sempre in Benni, in IL MARZIANO INNAMORATO (Il racconto del nano).



Nel romanzo UN DISCO DEI PLATTERS di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, si parla anche di chinotto. Come dice la recensione di Antonio Gnoli per la Repubblica (28/11/98), "Ma è anche un anno di piccole mitologie, di icone che si stamperanno nella memoria: il juke box, il chinotto Neri, riesumate perfino la birra Ronzani... "




Una citazione del chinotto la troviamo nel delirante racconto Lo Ubico Con Amore Con Edera Relettante In ELLO (purtroppo non più reperibile in rete).
Nel racconto di Angelo Politi, BluBus: il protagonista parla "sorseggiando un po' di chinotto".



La simpatica pagina Joker - frasi consuetudinarie (anch'essa scomparsa) citava il seguente aneddoto:
"In una pizzeria dove andavo tutte le settimane con amici, chiedevo puntualmente: "Un Chinotto alla spina". Le risposte andavano dal "Solo in Lattina" al "Lo abbiamo finito". In genere poi portavano la lattina senza dir niente."

Mauro, invece sul sito Moooo, ci riporta invece questa esilarante barzelletta
Elefante? Esclamazione di un pachiderma che, aprendo il frigorifero, vi ci trova tutte e sole bottiglie di chinotto...

Un'altra barzellette, diffusa su molti siti, è la seguente:
Al bar - Ecco il chinotto, signore, sono duemila lire! - Oh, io ne ho appena mille. Mi porti un chinquattro!


Per gli amanti delle statistiche, la parola chinotto compare nella Divina Commedia esattamente 0 volte, la causa essendo forse che Dante preferiva la "spuma scura".


Dobbiamo al sito Amici del Chinotto il reperimento di alcuni preziosi reperti fumettistici:
- una striscia di Rat-man, in cui il protagonista, in sequenza beve chinotto caldo con la panna, inzuppa un savoiardo nel chinotto e si scalda la cocca-cola (disgustosa) perché è finito il chinotto
   


- alcune vignette di Paperino al Tour (1954), in cui viene addirittura prodotto un CHINOTTO PAPERONE


 


Paperino e il piccolo fiore del deserto - anno 1991




Nel libro scolastico  “futuri scenziati” di Flaccavento-Romano (2012 RCS Libri) il chinotto è utilizzato anche per insegnare l’aritmetica, come si vede nell’esercizio che segue.


Il chinotto nella storia


Il frutto: provenienza


Come la stragrande maggioranza degli agrumi, il chinotto è probabilmente originario dell'Asia sud-orientale, forse dalla Cina (cui deve il suo nome) e dalla Cocincina, e sarebbe stato importato in Italia tra la fine del '500 e l'inizio del '600 da un navigatore livornese o savonese. Secondo alcuni ricercatori invece la pianta sarebbe originaria del Mar Mediterraneo dove si sarebbe sviluppata a seguito di una mutazione gemmaria dell'arancio amaro.
(Vale la pena sottolineare che l’arancio amaro è effettivamente un agrume a se stante, usatissimo nelle industrie alimentare, profumiera e farmaceutica. L’aranciata amara, tuttavia, non è prodotta con i frutti dell’arancio amaro, ma con arance normali con l’aggiunta di amaricanti come l’estratto di china).
Un’altra ipotesi è che furono i Portoghesi a incontrare l’albero nel XVI secolo nella città-colonia di Goa in India, dove diedero all'albero questo nome in quanto già riconoscevano l'origine cinese.
Grazie a cinque secoli di paziente lavoro di selezione operato dagli agricoltori rivieraschi, si sarebbe ottenuta una pianta capace di dare piccoli frutti, quasi apireni (privi di semi), dalle caratteristiche organolettiche uniche, per intensità di sapore e profumo.


L'interesse era dovuto al fatto che da tale frutto si ricavava una importante e odorosissima essenza per profumi; non solo ma la presenza di moltissime sostanze antiossidanti lo rendeva adatto alla conservazione sui velieri di allora su lunghissimi tragitti, come fonte di vitamine per gli equipaggi. Fu ben presto importato in Europa dove si acclimatò sulle sponde del Mediterraneo e dove fu usato per entrambi gli scopi summenzionati.

La sua presenza nelle aree della Turchia, della Siria, e del Mar Nero è dovuta invece alla coltivazione che ne fecero i Turchi solo ai fini di estrazione dell'essenza profumiera. In quegli anni si cominciò a mangiare il chinotto con molto zucchero, oppure candito o anche spremuto come bevanda.
Attualmente, infatti, non ci sono notizie su alcun tipo di coltivazione del chinotto nei paesi asiatici. All'infuori dell'Italia (Liguria, Toscana, Sicilia e Calabria), la sua presenza si limita a sporadiche apparizioni sulla Costa Azzurra francese.
Secondo alcune fonti, invece, si avrebbe notizia della coltivazione del chinotto sin da epoca romana.

La prima coltivazione a livello industriale risale all’inizio dell’1800 e ha toccato la sua massima diffusione tra il 1900 ed il 1915, per poi subire un declino nella seconda metà del XX secolo, tendenza che sarà ribaltata a partire dal 2003 quando, grazie alla collaborazione fra il comune della città e Slow Food, è nato il Presidio del Chinotto di Savona, che ha fatto tornare in auge questa pianta.

Il primo laboratorio di canditura in Liguria risale al 1877 quando la Silvestre-Allemand, azienda del sud-est della Francia, si trasferì a Savona dalla città di Apt, nel sud-est della Francia. Il chinotto acclimatatosi sulla riviera ligure di Ponente, si dimostrò più adatto alla trasformazione per le dimensioni ridotte, la buccia più spessa, resistente e profumata e la maturazione precoce. In pochi anni nacquero molti stabilimenti locali che, impiegando le tecniche introdotte dai francesi, affinarono l’arte della canditura, ponendo le basi di un’importante tradizione pasticciera. Verso la fine del 1800 a Savona fu fondata la Società Cooperativa dei chinotti che, sull’esempio delle Camere Agrumarie del sud Italia, si occupava della coltivazione della trasformazione e della vendita dei frutti. Il periodo di più intensa attività dell’industria dei frutti canditi è quello a cavallo tra il XIX e il XX secolo. La fortuna di questo prodotto continuò fino agli anni Venti..
Oltre ai frutti canditi, anche i chinotti conservati nel Maraschino diventarono un prodotto molto apprezzato e il suo consumo crebbe, raggiungendo l’apice negli anni Venti del secolo scorso. Una tradizione delle feste consisteva nell’offrirlo in un bicchiere di liquore, ma venne abbandonata con il passare del tempo, così come la sua coltivazione estensiva e il suo utiizzo. Solo di recente queste tradizioni sono state riportate alla ribalta grazie all'azione di Slow Food.

La diffusione attuale

Attualmente la coltivazione del Chinotto è completamente scomparsa dalla Penisola Iberica, dalla Provenza, dal Nord Africa nonché all'Est dalla Turchia e dalla Siria.
È significativo il fatto che in Francia gli alberi di Chinotto siano rintracciabili ormai solo nella zona di Nizza (che fino al 1860 faceva parte dell'Italia); rimane una coltivazione rara ma presente in Georgia sulle coste del Mar Nero specialmente intorno alla capitale Tbilisi.
Mentre l'esportazione di chinotti era un tempo molto attiva verso l'Inghilterra, le Americhe e soprattutto la Francia (che, fino a non molti anni fa, da sola assorbiva i tre quarti della produzione ligure), attualmente tale commercio si è praticamente estinto. [fonte]

In Italia alla fine della II guerra mondiale la coltivazione dei Chinotti era presente solo in Liguria (da Ventimiglia fino a Nervi) e in Sicilia. Oggi rimane coltivato in maniera industriale solo nella provincia di Savona (da Albenga a Varazze) con un picco di produzione nella zona compresa da Pietra Ligure a Finale Ligure. Qui i chinotti si estendono in una zona litoranea dai 2 ai 300 m s.l.m., spingendosi nelle vallate retrostanti.
In Sicilia lo si ritrova sporadicamente solo nella zona di Taormina. Allo stato attuale la Liguria rimane insieme alla Georgia l'unica zona dove la pianta del Chinotto cresce spontanea fuori dal suo areale asiatico.
Questo non esclude che sia possibile imbattersi in relitti di chinotteti e piante isolate in altri paesi del mediterraneo. Ad esempio l'Arciconfraternita del chinotto riportata la presenza di piante di chinotto a Creta-Grecia e in Algarve-Portogallo, dove però le piante non vengono utilizzate come si fa in Italia.
La produzione di Chinotti in Liguria si aggira sui 500 q.li annui con tendenza all'aumento per una specifica politica di tutela da parte della Provincia di Savona ed conferito quasi totalmente a industrie locali (viene consumato candito, sotto maraschino, come marmellata, estrazione dell'essenza).

Le bollicine

Il chinotto è sicuramente percepito come bibita meno dolce rispetto alle rivali bibite cole (di origine nord americana) con cui ha in comune il colore scuro (dovuto alla presenza di zucchero caramellato) e – in alcuni casi - una leggera presenza di caffeina. Esistono diversi forum stranieri, soprattutto americani, in cui si recensisce il nostro chinotto (che in molti casi viene molto apprezzato) in cui si sottolinea come sia proprio del gusto mediterraneo la propensione per sapori amari.

L’origine della bevanda quale la conosciamo oggi è incerta; fonti diverse (inclusi comunicati ufficiali delle case produttrici che abbiamo personalmente ricevuto) attribuiscono l’invenzione o la prima messa in produzione ad aziende diverse.

La fonte più accreditata sostiene che la prima bibita gassata a base di chinotto risalga al 1932, su iniziativa della Sanpellegrino che da allora lo ha ininterrottamente prodotto dapprima con la semplice denominazione di “Chinotto Sanpellegrino” e successivamente con il marchio specifico “Chinò”, divenendo leader in questo specifico comparto.
A partire dal 1949 la ditta Neri di Capranica avvia la commercializzazione su grande scala del prodotto che diventa ben presto popolarissimo. Ci sono testimonianze fotografiche di campagne pubblicitarie molto originali risalenti agli anni cinquanta, come i cartelloni che campeggiano nel centro di una Bologna innevata dei primi anni ’50 in queste preziose foto d’archivio.

 
foto dagli archivi dell'azienda trasporti dell'Emilia-Romagna TPER




A quei tempi non era affatto inusuale vedere grandi automobili americane, Cadillac e Chrysler solcare le strade della penisola con gigantesche bottiglie del chinotto Neri sul tetto, una forma di “reclame” ante carosello indubbiamente efficace.


Alfa Romeo Freccia D'Oro (fonte: "Carrozzeria Boneschi" di Sergio Puttini. …)




 

Fiat 1400 Boneschi (fonte: "Carrozzeria Boneschi" di Sergio Puttini. …)


  


  


Modellini di autovetture pubblicitarie del chinotto Neri e foto di una vettura originale

Intorno al 1950 un'altra delle marche più diffuse era il Chinotto Recoaro, rinato solo recentemente dopo un lungo periodo di oblio.


N.B.: la presenza sul web di diversi siti web di propensione goliardica sul tema chinotto ha inquinato le fonti, e, come spesso accade su internet, notizie di dubbia attribuzione o evidentemente scherzose si sono diffuse in maniera incontrollata. Le notizie riportate in questo sito tendono a essere verificate il più possibile, ma l'errore è sempre possibile.

Fava

http://www.favabibite.it/wp/favabibite/

Bibite Fava è un marchio storico di Mariano Comense (CO), presente in Italia dagli anni '60 (l'immagine mostra un tappo d'epoca).


Recentemente ha rilanciato una serie di bibite a marchio "Spuma Alpina" che comprende anche un chinotto.

il chinotto nella geografia

Se è vero che il chinotto è una bevanda squisitamente locale (la distribuzione era ed è tuttora per molti marchi tipicamente provinciale o regionale), negli ultimi tempi, grazie alla distribuzione praticamente planetaria di alcuni prodotti italiani e al passaparola su internet, sembra davvero che sia riuscita ad uscire non solo dagli oratori ma anche dai confini nazionali.
La sezione marche estere tenta di mantenere aggiornate le informazioni che abbiamo su chinotti prodotti all'estero, mentre sappiamo che diversi produttori italiani distribuiscono le loro bibite sul mercato straniero (quando addirittura non le producono esclusivamente per esso).
In seguito alla "rinascita del chinotto" degli anni 2000, molti produttori italiani sono sbarcati negli USA, nel Canada e in Australia, dove il successo commerciale è stato decretato soprattutto dalla comunità degli italiani all’estero "che hanno affermato l’italian way del bere naturale e retrò anche con bibite da noi ormai introvabili, come il rabarbaro bevanda gassata" [cit.]
Il sito http://italyfromtheinside.com/2006/08/the-chinotto-soft-drink.html#comment-3666 consiglia di fermarsi a bere chinotto, e i commenti dei lettori (nord-americani) dimostrano che non è impossibile trovare il Chinotto San Pellegrino in negozi di importazione italiana o italian café.
Molinari di Abbondio [http://www.comic-soon.com/ragnolc/tag/abbondio/] dice: «E la moda si sta estendendo anche all’estero: in pochi mesi siamo sbarcati sul mercato australiano e della Nuova Zelanda. In Europa è boom dalla Germania alla Francia. Stiamo preparando lo sbarco in Grecia e in Olanda, ma soprattutto vendiamo chinotto anche negli Stati Uniti, un sogno».
Rispetto alle versioni originali, le versioni di chinotto attualmente in commercio all'estero sono generalmente più zuccherate.

I nostri fan oltre confine

Al di là delle ricerche effettuate in autonomia, è interessante evidenziare le segnalazioni che ci sono giunte direttamente a questo sito da cultori di altri paesi.
Le prime testimonianze dall'estero ci arrivarono dall'America Latina, soprattutto da Venezuela e Brasile, insieme a diverse mail da paesi europei.

L'amico Andrea ci racconta la sua curiosa esperienza a Malta: "Estate 1993, La Valletta (Malta). Vacanza con annesso corso di inglese, all'ultima lezione l'insegnante ci offre da bere in un bar, aggiungendo che non era possibile lasciare Malta senza provare "Kinnie" la bevanda nazionale. Sulle prime nessuno di noi fa caso al nome e tutti ordiniamo questa bibita. Arrivano sul tavolino otto bottiglie di vetro bianco, con la parte superiore zigrinata, tipo vecchia bottiglia della Fanta, contenenti un liquido color aranciata con coloranti vari. Alla prima degustazione i tre italiani del gruppetto si cercano con sguardo complice e, all'unisono, pronunciano la frase: "Ma e' Chinotto!". In effetti era molto simile alla nostra bevanda, giusto appena piu' dolce. Lascio immaginare l'impresa di spiegare in inglese l'accaduto ai nostri compagni di corso."
Muttley ci fornisce una preziosa testimonianza dalla Scozia: "in Scozia il dominio delle Cole è rotto da una bevanda tipicamente scozzese, a base di caffeina e ingredienti segreti (leggasi aromi artificiali e coloranti) al sapore di arancio. Gli indigeni dicono abbia proprietà taumaturgiche (fa passare il doposbronza). Il nome di tale miracolosa bevanda? IRN-BRU. E questo è il sito ufficiale: http://www.irn-bru.co.uk"
E con Muttley credevamo di aver raggiunto il massimo della distanza, quando ci scrive Ronny Weiser da Las Vegas (Nevada, USA): "Howdy Hi Chinotto Cats!! I really enjoyed your site! Here in Las Vegas, Nevada, Chinotto is a popular drink with the cowboys who enjoy sipping the delicious nectar while enjoying the breathtaking sunsets of our Western skies and listening to Johnny Horton records!!" Che dopo lo spaghetti-Western ci tocchi il Chinotto-Western?!?
exoticsoda è un sito americano (segnalazione di Pinkuff degli Amanti del Chinotto), una specie di guida alle bevande "esotiche": assaggiano tutte le bibite che trovano in giro per il mondo e danno loro un voto. Il chinotto ha ricevuto il massimo dei voti! Non possiamo che essere felici.
Notizie dall'Olanda ci arrivano grazie ad Anna : che ci lancia un appello: "Vivo ad Amsterdam da un po' di anni e mi sono stancata di dover portare gli zaini o le valige piene di bottiglie/lattine di chinotto dall'Italia...facendo spesso brutte figure in aeroporto. Qui il chinotto non si riesce proprio a trovare, cosi' cercando su internet... ho trovato voi. Se avete dei buoni contatti, vi suggerisco di iniziare un business: in Olanda il chinotto e' piaciuto a tutti quelli che lo hanno provato!! E se avete un indirizzo di un producente da mandarvi, ve ne sarei molto grata. Cosi' d'ora in puoi potro' farmelo spedire." Ma se Amsterdam si trova di TUTTO! Possibile che non giri il chinotto?
Il sito Weird Soda Reviews ("recensioni di bibite strane") ha pubblicato nel 2009 la recensione di un chinotto.
Esiste un manifesto tedesco degli anni '60 (trovato su eBay) in cui si pubblicizza un "chinotto Reccaro". Non sappiamo se si tratti di un re-branding del Recoaro (per renderlo pronunciabile in Germania) o di altra marca.


N.B. Sappiamo perfettamente che la parola chinotto è usata con accezione volgare nel gergo giovanile di alcune città del nord, ma non intendiamo fare alcuna concessione a umorismo di cattivo di gusto, coerentemente allo stile di questo sito.


il chinotto in cinema e teatro

Il chinotto nel cinema


  • Nel film Accattone di Pasolini (1961) il protagonista passa davanti ad un affollato bar di periferia dove è ben visibile la targa pubblicitaria "Chin8 Neri" (segnalazione di Mirko).
  • Esiste un pregevole cortometraggio del 1999 dal titolo di CHINOTTO ad opera di Marco Antonio Pani. Puoi guardarlo qui.
"Per tutta la mia vita ho sognato di Marte e di razzi e mi sono nascosto a bordo: anch'io voglio render gloria al duce mio e conquistare i pianeti come Flash Gordon. - esclama il fosco creaturo - Altra mia passione è la collezione di tappi di chinotto: pure con essa vorrei servire il duce mio." (Fascisti su Marte, almeno nella versione televisiva).

  • Nel film Benvenuto presidente (2013) un cameriere compare all'improvviso nel corridoio del Quirinale e propone al presidente Claudio Bisio, tra le altre bibite, un chinotto.
  • L'unica citazione cinematografica completa finora raccolta è di Mario Brega in Vacanze di Natale (1983) (segnalazione di Eddy)

Samantha (Karina Huff) E tuo daddy che lavoro fa? 
Mario (Claudio Amendola) Beh, eh, lui è nel campo alimentare: bestiame. 
Samantha - Uao! Allora avete un ranch, come in Dallas! 
Mario - Quasi: una macelleria in viale Marconi. 
Arturo (Mario Brega) Anvedi chi c' è! 
Samantha - Ma chi sono? I tuoi genitori? 
Mario - Beh, insomma, veramente si. Ma che ci siete venuti a fa' qui? 
Nonna (Franca Scagnetti) - A berci un chinotto, co' 'sti termosifoni a tutta callara c'ho sempre 'na sete…
Arturo (facendo il gesto con le mani)- Tre chinotti!

  • Con l'avvento di youtube, web 2.0 e così via, cominciano a pullulare i video fai-da-te, i gruppi Facebook, i blog che parlano di chinotto. Tra le tante cose trovate, segnaliamo questo strano cortometraggio: chinotto.

Il chinotto nel teatro


  • L'unica apparizione degna di nota che ci risulta riguarda un monologo comico dell'attore Luca Bacconi, che impersonifica addirittura una bottiglietta di chinotto nel frigo. Siamo in attesa di un estratto, che lo stesso autore ci ha promesso.

il chinotto nella musica

Skiantos

Se l’immagine del chinotto è spesso legata a facezie di tipo goliardico, e la maggior parte degli scritti e dei siti web sull’argomento sono di carattere umoristico, lo si deve probabilmente alla geniale intuizione degli Skiantos, il famoso gruppo bolognese demenziale (demenziale, si badi bene, non vuol dire demente; nonostante l’uso superficiale che si fa spesso di questo aggettivo, demenziale indica un dignitosissimo e consapevole esperimento culturale).
Grazie agli Skiantos, il chinotto può vantare non solo una canzone ad esso dedicata, e non è poco, ma addirittura un intero album (e quali altre bibite gassate italiane possono dire lo stesso?) Stiamo parlando di kinotto (più precisamente "kinotto - ad azione dissolvente"), un album uscito nel 1979 e tuttora considerato una delle pietre miliari del rock italiano. Con le prime copie del disco era addirittura inclusa una vera bottiglia di Kinotto (ad azione dissolvente). Ma attenzione: esso vi e' definito così:
Kinotto e' un prodotto per il bucato a mano. La sua caratteristica è di togliere lo sporco in acqua fredda senza sbiadire i colori: pertanto è consigliabile anche a coloro che per motivi di sicurezza o praticità preferiscono lavare determinati capi a mano anziché in lavatrice. Confezione per teppisti soffici.

Riportiamo integralmente il testo, con note esplicative in calce, in aperta e consapevole violazione dei diritti d'autore, Siamo disposti tuttavia a cancellare questa pagina qualora i detentori dei diritti ci contattassero personalmente congratulandosi per il sito e minacciandoci di procedimenti penali.

Kinotto

Oggi e' stata gran calura (1)
1) riferimento alle temperatue afose tipiche dell'estate a Bologna, dove possono raggiungersi facilmente di 40 gradi Celsius
nella mia gola c'era arsura
mi sembrava da impazzire
c'era un'afa da morire(2)
(2) si noti come in pochi brevi versi l'autore condensi, tramite immagini di rara suggestione, il senso bruciante della sua sete e della sua voglia irrefrenabile di chinotto
nella note l'ho sognato
nella gola l'ho gustato
m'e' costato un puttanaio (3)
(3) unita' di misura indicante quantita' generiche molto grandi
quel kinotto dal lattaio (4)
(4) sembra solo una simpatica rima, ma questa parola (che peraltro chiude un’intera strofa) compie una magia evocativa ineguagliabile, contestualizzando in maniera inequivocabile il setting della storia e consegnandoci una diapositiva seppiata (o meglio, con i colori sbiaditi e virati al rosso delle prime carte fotografiche Kodachrome) di un periodo in cui per bere qualcosa di fresco non ci si fermava al pub o dal pakistano, e le scorte di bibite non si facevano negli iper-centri commerciali. In quei tempi la sosta per bere un bicchiere di spuma fresca, ma nella leggendaria bar-latteria, tipologia di esercizio commerciale quasi scomparsa nel nord Italia, oppure ben camuffata da altre insegne più altisonanti; un litro di spuma costava 50 lire, ma si doveva rendere il vuoto (v. sezione faq)
Un kinotto ogni due ore
e` un gran viaggio da signore
Un kinotto ogni due ore
fa passare il malumore
Il kinotto e` molto bello
sale dritto nel cervello
col suo gusto effervescente
fa leggera la tua mente
Il kinotto e` come un mantra
ti disseta e poi t'incanta
se lo bevi senza sosta
alla tua vita avrai risposta
Un kinotto ogni due ore
e` un gran viaggio da signore
Un kinotto ogni due ore
fa passare il malumore
(5) viaggio= nell'accezione tipica regionale, indica uno stato mentale, spesso ossessivo e paranoico. In questo caso "viaggio da signore" significa una cosa che ti fa sentire un signore
(Alcuni link dedicati agli Skiantos: Skiantos on line | Sito con testi )

Antico spartito

Straordinario questo reperto del 1958 che ci parla di una trilogia di temi per fisarmonica solista: il valzer si chiama CHINOTTO, la mazurka ARANCIATA e la polka LIMONATA. L'autore si chiamava MOVADO. 





Pippo Pollina

Il cantautore siculo-svizzero Pippo Pollina canta, nella canzone Café Caflisch [YouTube]:
A mezzogiorno esatto, puntuale, mi capisci? Un espresso e un chinotto laggiù al Caffè Caflisch.

Leone di Lernia

Di altro spessore, inutile nasconderlo, è la canzone "Chinotto" di Leone di Lernia, pregevole autore di parafrasi ironiche di canzoni, ma che in questo caso ha prodotto la classica "ciofeca" ("bevi stu chinotto, sta in barettolo, come è ghiacciato sto barettolo"). Il chinotto compare nel ritornello, ma non se ne capisce il senso (sembra che l'esistenza del chinotto in un bar sia sinonimo di vecchiume... Da ricordare solo il verso "con un chinotto stai ubriaco". [Qui il video su YouTube].

Gem Boy

Da citare infine il breve e inutile stacchetto "Bunker" dei Gem Boy, in cui il protagonista all'inizio chiede "amore, mi porti un chinotto?", mentre assiste a un filmaccio che poi viene repentinamente interrotto da una edizione straordinaria e catastrofica del Telegiornale.
Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: perché si sono occupati di chinotto solo autori di musica demenziale? Ma fa veramente tanto ridere 'sto chinotto? perché non c'è chinotto nelle canzoni di Baglioni, De Gregori, Guccini (che pure parla di 7-UP!), o di Vasco o Ligabue, giusto per citare chi ha descritto spesso storie e ambienti popolari? sto cominciando a sentirmi in colpa per aver contribuito con un sito fondamentalmente umoristico a perpetuare questo pregiudizio del chinotto come minoranza da deridere, sia pure bonariamente...